Titolo: L'ultima missione (MR 73) Regia: Olivier Marchal Sceneggiatura: Olivier Marchal Fotografia: Denis Rouden Interpreti: Daniel Auteuil, Olivia Bonamy, Catherine Marchal, Philippe Nahon, Francis Renaud, Gérald Laroche, Christian Mazucchini, Guy Lecluyse, Clément Michu, Moussa Maaskri, Louise Monot, Maxim Nucci, Christine Chansou, Mireille Viti, Virginia Anderson, Jean-Paul Zehnacker, Grégory Gadebois, Swan Demarsan, Tony Gaultier, Didier Nobletz Nazionalità: Francia, 2008 Durata: 2h. 01'
Marsiglia non è la città più sicura del mondo. Adesso c'è anche in giro un assassino che ha torturato e ucciso cinque donne. Ad occuparsi del caso c'è Louis Schneider, il quale però non riesce a lasciarsi alle spalle un incidente che ha colpito sua moglie e sua figlia e di cui si sente responsabile, tanto da abbandonarsi all'alcool e minare così seriamente il suo lavoro e la sua carriera. Eppure fino all'incidente era un ottimo poliziotto. 25 anni prima aveva catturato un altro assassino, che però ora sta per uscire di prigione per buona condotta...
Terzo film da regista per l'ex poliziotto Olivier Marchal, che fa seguito a "Gangsters" del 2002 e soprattutto all'acclamato "36", e chiude l'ideale trilogia che l'autore di Bordeaux ha voluto dedicare ai suoi ex colleghi. Ma purtroppo non è una conclusione col botto. Se infatti "36" faceva pensare ad un autore interessante e originale, "L'ultima missione" mette in mostra un regista banale e senza il senso della misura. Il film è infatti un giallo con una sottotrama di troppo e con dei dialoghi spesso rivedibili, ma soprattutto con una regia stucchevole e alla continua ricerca dell'effetto melodrammatico.
Per quanto Daniel Auteuil risulti straordinario anche doppiato in italiano, per una volta (una seconda volta) non riesce a salvarsi dalla mediocrità che lo circonda e reggere da solo il film sulle sue spalle. La pellicola scorre per almeno mezz'ora di troppo, e per quanto storia e personaggi siano effettivamente intriganti, le scene mal riuscite sono molte più di quelle realmente efficaci. E' proprio il modo in cui tutto è raccontato, lo stile scelto dal regista, che rende il film quasi dimenticabile. Ed è un peccato, perché il materiale di base non era davvero niente male.