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L'addio alla «lista nera» dei cani

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L'addio alla «lista nera» dei cani

Messaggio Da TOMMY's il Dom Lug 06, 2008 12:32 pm

Francesca Martini: anche un barboncino morde se è spinto a farlo. La Turco: un errore cancellare l'ordinanza

ROMA — «Anche un barboncino può mordere se viene spinto a farlo. Non esistono cani potenzialmente pericolosi alla nascita ma proprietari di cani incapaci di allevarli come dovrebbero e che vogliono trasformarli in animali aggressivi ». La spiega così il sottosegretario alla Salute, Francesca Martini, la sua piccola rivoluzione annunciata, quella cioè di cancellare le «liste nere» di cani pericolosi. Voltando pagina con la serie di ordinanze, la prima firmata nel 2003 da Girolamo Sirchia, l'ultima (che scadrà a gennaio), dell'ex ministro Livia Turco, che hanno sempre fatto riferimento ad un elenco di razze considerate aggressive.

Martini sa che farà discutere, ma sa anche di poter contare su molti sostenitori ed è decisa a tirar dritto per la sua strada. «Come ho detto cancellerò le black-list e adotterò il modello francese. Corsi di formazione per chi acquista cuccioli di razze particolarmente impegnative, quelle che potremmo definire genericamente di grossa taglia, e contatti continui con i servizi veterinari per tutte le altre razze».

Le associazioni animaliste la appoggiano. La Lav sostiene che le «black-list non servono a nulla perché — sottolinea Ciro Troiano — obbligano è vero i padroni a sottoscrivere un'assicurazione ma non prevedono sanzioni. E sono ingiustamente discrminatorie». Sono d'accordo anche molti politici. Michela Vittoria Brambilla (Pdl) che per i cani ha una vera passione, dice: «Le ordinanze, a partire da quella di Sirchia, sono state un grosso errore. Fatte sull'onda emotiva creata da alcuni tragici episodi di bambini e adulti azzannati da cani impazziti, sono solo servite a produrre una psicosi collettiva. Io di cani ne ho 15 ma gestisco anche il canile provinciale di Lecco. In soli 15 giorni decine di famiglie abbandonarono o portarono al canile pitbull e rottweiler soprattutto. Aumentando il fenomeno del randagismo. Bisogna invece far crescere una coscienza animalista».

Lo pensa anche Alessandra Mussolini, che possiede due cani, un chihuahua ma anche uno schnauzer gigante nero, Judy, che lei chiama «il mio cavallo». «Lo porto fuori due volte al giorno ma ho un giardino, un cane come quello soffrirebbe a stare in spazi piccoli. Sono convinta che i cani bisogna trattarli bene, rispettarli e conoscerli. Allora si evitano sorprese. Giusto dunque puntare ad educare i padroni».

Francesca Martini è contenta di «essere stata compresa». Non tutti però la pensano come lei. Le associazioni dei medici veterinari, per esempio, lavorarono a stretto contatto con l'ex ministro Turco per elaborare la «lista nera», convinti che bisogna «tutelare le persone e prevenire l'aggressività dei cani pericolosi». E infatti Livia Turco si dice «stupefatta». «La nostra ordinanza era ben motivata, è provato che esistono razze con indole più mordace. Mi stupisce questo zigzag schizofrenico del governo di centrodestra che prende le impronte ai bambini rom in nome di non si sa quale sicurezza e poi cancella le black-list per i cani aggressivi».

Sottoscrive il senatore del Pdl Andrea Fluttero, che ha pronto un ddl per vietare l'allevamento e la vendita di razze canine aggressive e obbligare chi già possiede questi animali a sterilizzarli. «Educare i padroni? Impossibile, spesso si tratta di gente cafona. Quante volte capita che, dopo che un animale ha azzannato o ucciso qualcuno, i padroni dicano: "... ma era un cucciolone". Vallo a raccontare ai parenti che era innocuo. La verità è che le razze della black-list sono state selezionate dall'uomo per essere aggressive, si smetta di riprodurle e il rischio si ridurrà»


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