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6 - [CORSO BASE DI FOTOGRAFIA] 6ª Sezione "profondità di campo e messa a fuoco"

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TOMMY's
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6 - [CORSO BASE DI FOTOGRAFIA] 6ª Sezione "profondità di campo e messa a fuoco"

Messaggio Da TOMMY's il Gio Feb 14, 2008 6:31 pm

6. La messa a fuoco e la profondità di campo

Si è già accennato al fatto che tra oggetto ed immagine esiste una stretta relazione. Per maggiore precisione si può dire che in una lente perfetta ad ogni oggetto puntiforme (o punto-oggetto) corrisponde una ad una sola immagine puntiforme (o punto-immagine) e viceversa. Lo stesso discorso lo si può estendere ai piani dicendo che ad ogni piano-oggetto corrisponde un solo piano-immagine e viceversa.
Secondo questo discorso teorico si dovrebbe dire che con la macchina fotografica si può mettere a fuoco un solo piano alla volta perché ad un solo piano-immagine (la pellicola) corrisponde un solo piano-oggetto. Se questo fosse vero si potrebbe fotografare solo disegni, quadri, francobolli, o comunque solo oggetti perfettamente piani.
Sul piano pratico si deve ricordare che l'obbiettivo fornisce sempre un'immagine meno precisa dell'oggetto fotografato (potere risolutivo) e che la precisione di tale immagine dipende anche dalle dimensioni della grana della pellicola usata. Per questi motivi si ammette sempre un certo di grado d'imprecisione (o meglio di confusione) nell'immagine ottenuta e questo permette di considerare a fuoco anche immagini un poco sfocate perché il rispettivo piano-oggetto è o troppo vicino o troppo lontano.
La distanza tra i due piani-oggetto (quello troppo vicino e quello troppo lontano) è definita col nome di PROFONDITA' DI CAMPO e viene indicata fornendo la corretta distanza di messa a fuoco (in metri) dei due piani-oggetto; ad esempio si può dire di avere una profondità di campo da 8 a 13 metri.

6.1 La profondità di campo

La profondità di campo serve a controllare la nitidezza dell'immagine nel suo complesso. Il termine indica l'intervallo tra la distanza minima e massima dell'obiettivo entro il quale la scena risulterà sufficientemente a fuoco.
Il punto sta in quel sufficientemente, che resta affidato al giudizio soggettivo, pur essendo la profondità di campo una grandezza misurabile e come tale riportata sulla maggior parte degli obiettivi. L'estensione della zona di messa a fuoco varia in relazione a tre fattori: l'apertura scelta, soprattutto, la lunghezza focale dell'obiettivo e l'impostazione della messa a fuoco. La profondità di campo si estende per circa un terzo del suo valore complessivo davanti al punto esatto di messa a fuoco, e per circa due terzi dietro. La scelta della profondità di campo può avere un'enorme influenza sull'effetto finale della composizione, particolarmente se la scena comprende oggetti sia vicini sia lontani. Una profondità di campo ridotta lascia fuori fuoco lo sfondo, facendo risaltare il soggetto principale. Il cambiamento di profondità di campo ha invece scarsa importanza con quei soggetti che hanno di per sé una modesta profondità dimensionale, come facciate di edifici o paesaggi ripresi da lontano.

6.2 La messa a fuoco e la grana

L'immagine sfocata di un punto è un cerchio e l'immagine si considera a fuoco quando questo cerchio è così piccolo da non essere visto dall'occhio umano o in ogni caso da non essere percepito dalla grana della pellicola usata. Secondo questo criterio il diametro del suddetto cerchio (detto “cerchio di confusione") può essere tanto più grande quanto più grande è la grana della pellicola. Ne deriva che le Iso alti, danno loro stessi un'immagine poco definita, consentono un grado di sfocatura più grande e la messa a fuoco può essere anche abbastanza approssimata. Il fenomeno contrario lo si ha usando Iso bassi dove la grana è piccola ed il grado di sfocatura ammesso è minore e quindi si deve sempre fare una messa a fuoco della massima precisione.

6.3 Apertura di diaframma

Cambiare apertura è il modo più efficace per modificare la profondità di campo. Con ampia apertura (esempio f2), il campo di messa a fuoco accettabile é alquanto ristretto, mentre con aperture più piccole (esempio f8 o f16), la profondità si estende sensibilmente sia davanti sia dietro al punto esatto di messa a fuoco.

6.3.1 Punto di fuoco

Anche il punto di fuoco influenza l'estensione della profondità di campo. Con un valore f costante, si può vedere come la profondità di campo aumenti in proporzione alla distanza dal soggetto.

6.3.2 Lunghezza focale

Alla medesima distanza dal soggetto e con la stessa apertura, obiettivi diversi danno diverse profondità di campo. Dato che minore é la lunghezza focale, maggiore é la profondità di campo, a parità di apertura e di distanza un grandangolare avrà un campo di messa a fuoco più profondo di quello di un teleobiettivo.

6.3.3 Distanza iperfocale

Quando occorre una grande profondità di campo, per esempio di fronte a un paesaggio con elementi importanti sia vicini sia lontani, la migliore soluzione non consiste nel mettere a fuoco all'infinito, bensì nel mettere a fuoco su un punto critico che corrisponde alla cosiddetta distanza iperfocale. Per trovare la distanza iperfocale, per prima cosa mettete a fuoco all'infinito, dopodiché leggete sulla scala delle profondità di campo qual'é la distanza minima di messa a fuoco. In questo caso, con f16, la distanza minima é 4 metri. Mettete quindi a fuoco su 4 metri, e la profondità di campo si estenderà da 2 metri all'infinito. La distanza iperfocale varia in relazione all'apertura scelta e alla lunghezza focale dell'obiettivo impiegato.


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