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7 - [CORSO BASE DI FOTOGRAFIA] 7ª Sezione "La coppia tempo-diaframma"

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TOMMY's
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7 - [CORSO BASE DI FOTOGRAFIA] 7ª Sezione "La coppia tempo-diaframma"

Messaggio Da TOMMY's il Gio Feb 14, 2008 6:33 pm

7. Importanza della coppia tempo-diaframma

L’elemento sensibile (la pellicola o il CCD) puo essere paragonato ad un secchio da riempire e l'obiettivo al rubinetto: per riempire il secchio si può aprire al massimo il rubinetto per un breve tempo, oppure lasciar scorrere un sottile filo d'acqua per un tempo più lungo.
La coppia tempo diaframma lavora allo stesso modo: a parità di pellicola e d'illuminazione, più terremo aperto il diaframma, minore dovrà essere il tempo d'esposizione, e viceversa. In pratica, l'operatore può scegliere se utilizzare un diaframma f/2 ed un tempo di 1/1000 di secondo oppure f/5,6 ed un tempo di 1/125 di sec. Naturalmente la scelta della coppia tempo diaframma non deve essere effettuata a caso, ma in base al modo in cui ciascuna delle due grandezze influisce sull'immagine finale.
La scelta del tempo d'esposizione influisce sulla nitidezza con cui saranno poi rappresentati gli oggetti in movimento: tanto più rapido sarà il tempo d'esposizione, tanto più "fermi" saranno gli oggetti in movimento. Dosare il tempo permetterà quindi di fotografare per esempio un ciclista in movimento in modo che sembri completamente fermo, oppure in modo che solo le ruote vengano "mosse" oppure ancora in modo che sia tutto mosso, dando impressione di velocità.
Il valore di diaframma definisce invece la "profondità" della zona a fuoco: provando a fotografare una fila di birilli od una staccionata presa d'infilata, ci accorgeremo che non è sempre possibile mettere a fuoco tutti i birilli o tutti i paletti. Il diaframma ci permette di controllare la zona nitida della fotografia: più il diaframma è chiuso, maggiore sarà la profondità di campo e viceversa. La conoscenza di questa caratteristica ci permette di operare alcune scelte importanti, delimitando ad arte la zona nitida (per esempio, in un ritratto useremo il diaframma aperto al massimo, in modo da avere a fuoco solo il viso del soggetto; in un panorama chiuderemo il più possibile per avere tutto a fuoco. Tutto naturalmente con una vastissima gamma di sfumature.)
È evidente a questo punto quali sono le possibilità espressive legate al sapiente uso del tempo e del diaframma. Per poterle sfruttare al meglio dobbiamo conoscere a fondo la nostra fotocamera, perché alcune compatte (totalmente automatiche) scelgono da se, ed all'operatore resta ben poco da fare. Quando le operazioni possono essere controllate, è bene seguire un determinato schema:

a) Decidere quale sia per noi in quel momento la grandezza più importante, fra tempo e diaframma. Per esempio, volendo scattare un bel ritratto in primo piano, scegliamo il diaframma da impostare a f/2,8.Impostare sulla macchina fotografica il valore prescelto.
b) Controllare sulla fotocamera che l'altro valore (nel nostro caso il tempo) sia adeguato alle nostre esigenze. In pratica, se impostassimo un valore di diaframma tanto aperto in condizioni di luminosità eccessiva, molto probabilmente il tempo d'otturazione richiesto sarebbe più breve del tempo più veloce concessoci dalla fotocamera. A questo punto dovremo rivedere le nostre scelte, chiudendo il diaframma
c) Operando con una reflex automatica, nella maggior parte dei casi l'esposimetro imposta automaticamente una coppia tempo diaframma basandosi su diversi parametri. Comunemente l'operatore può modificare la scelta automatica senza variare l'esposizione complessiva (funzione shift).

7.1 Relazione tra diaframmi e tempi

Quando l'esposimetro propone una coppia diaframma-tempo non è detto che sia quella desiderata o per motivi di nitidezza (diaframma) o per velocità del soggetto (tempo) e quindi occorre modificare tempo e diaframma in modo da ottenere l'effetto desiderato senza per questo alterare la quantità di luce che deve giungere alla pellicola. Intuitivamente si ha che chiudendo il diaframma (usando "f" più grandi) si fa arrivare meno luce e quindi si deve compensare usando un tempo d'esposizione più lungo; mentre usando un diaframma più aperto ("f" più piccolo) si fa arrivare più luce e quindi si deve compensare usando un tempo più breve. Dal punto di vista pratico le scale sia dei diaframmi sia dei tempi sono messe in modo tale d'adattare l'esposizione ad una luce sempre crescente; ovvero partono dal buio per andare verso la luce. Inoltre la serie dei tempi e dei diaframmi sono messe in modo tale che per compensare uno spostamento dei diaframmi (o dei tempi) verso la luce (od il buio) basta uno spostamento in senso contrario dei tempi ( o dei diaframmi).

(f) 1 - 1.4 - 2 - 2.8 - 4 - 5.6 – 8 - 11 - 16 - 22 - 32
(t) 1 - 1/2 - 1/4 - 1/8 - 1/15 - 1/30 -1/60 - 1/125 - 1/250 - 1/500 - 1/1000

Esempio pratico:

Se l'esposimetro propone "f4" con "t 1/500" ma per motivi di nitidezza è meglio usare "f8" occorre impostare necessariamente "t 1/125" perché essendosi spostati coi diaframmi di due posizioni verso la luce occorre bilanciare spostandosi di due tempi verso il buio.
Oppure se partendo da "f22" con "t 1/4" si deve fotografare un oggetto veloce occorre usare tempi più rapidi (muovendosi verso la luce) e se viene scelto "t 1/500 occorre impostare "f2" perché essendosi spostati coi tempi di sette posizioni verso la luce occorre spostarsi coi diaframmi di sette posizioni verso il buio.
Esiste una legge che lega i tempi ai diaframmi :

f ² / t = Costante

La formula indica che il rapporto tra il quadrato del numero di diaframma ed il tempo deve rimanere costante e questo spiega perché i tempi cambiano 1/2 ed i diaframmi di radice quadrata di due.

7.2 L’esposizione e la messa a fuoco

L’esposizione corretta dipende dalla combinazione del tempo di otturazione e dell’apertura del diaframma.
Il diaframma e il tempo sono direttamente proporzionali: più è aperto il diaframma e più deve essere veloce il tempo di otturazione.
Il diaframma, a valori numerici alti (es. f\22 da leggersi sulla ghiera dell’obiettivo) risulta proporzionalmente più chiuso. Più il diaframma è chiuso, più si ha profondità di campo, cioè area a fuoco.
A valori numerici bassi (es. f\4) corrispondono diaframmi aperti. Più il diaframma è aperto, minore è la profondità di campo, cioè area a fuoco.
Per realizzare fotografie nitide tenendo la fotocamera in mano è necessario non scendere sotto un tempo di sicurezza che varia a seconda dell’obiettivo usato.
Esempio:

Obiettivo 28 mm. 1\30
Obiettivo 50 mm 1\60
Obiettivo 100 mm 1\125
Obiettivo 500 mm 1\500

Per fissare un movimento è necessario valutare la velocità con cui si muove il soggetto, tenendo presente che l’immagine di un soggetto lontano dà l’impressione di muoversi più lentamente e viceversa.
Si possono però, di proposito, ottenere foto mosse ad esempio con la tecnica del panning oppure impostando un tempo lento rispetto alla velocità del soggetto in movimento.


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