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Messaggio Da TOMMY's il Mar Ago 19, 2008 9:15 pm

Denti
Titolo originale: Teeth
USA: 2007. Regia di: Mitchell Lichtenstein Genere: Commedia Durata: 94'
Interpreti: Jess Weixler, Julia Garro, John Hensley, Vivienne Benesch,
Ashley Springer, Lenny von Dohlen, Hale Appleman, Josh Pais
Sito web: www.teethmovie.com
Nelle sale dal: 22/08/2008
Voto: 6
Recensione di: Nicola Picchi


Dawn
è una ragazza timida che fa parte di un gruppo religioso che professa
la castità, chiamato “The Promise”, e che ha dei problemi piuttosto
seri nei rapporti con l’altro sesso. Quando incontra Tobey, un ragazzo
che nutre convinzioni simili alle sue, Dawn crede di potergli accordare
una fiducia incondizionata, ma si accorgerà presto di aver
sottovalutato il richiamo degli ormoni. Il problema è che la natura è
stata matrigna con la povera ragazza, e l’ha equipaggiata di una vagina
dentata che rende i suoi rapporti piuttosto problematici.
“Denti” è una black comedy che abbaia ma non morde, all’opposto di una
delicata parte del corpo della sua protagonista. Più che altro,
considerato che il mito della vagina dentata fu teorizzato agli albori
della psicanalisi, quando la morale comune, le costrizioni sociali e i
tabù erano ben diversi da quelli contemporanei, c’è da chiedersi se
abbia ancora senso occuparsi dell’argomento, sia pure a livello da
barzelletta, dato che forse solo qualche preadolescente in procinto di
varcare la soglia della pubertà può ancora coltivare simili fantasie
sul corpo femminile. Detto questo Mitchell Lichtenstein, attore
televisivo nonché figlio del più noto Roy, maestro della Pop-Art
americana, non è il Cronenberg degli esordi, e preferisce buttarla in
vacca, con una certa elegante nonchalance da cinema “indie” americano,
ma anche con beata inconsistenza.
A onor del vero, la prima parte del film è una garbata satira anti-Bush
(che ha recentemente promosso alcune iniziative volte ad esaltare la
castità), che ironizza sui fondamentalisti cristiani, i quali
professano il dovere di conservarsi puri fino al matrimonio, e
sull’ossessione tutta americana per la verginità. Tutti i personaggi di
contorno, a partire dai genitori di Dawn, i quali approvano le scelte
della figlia e allo stesso tempo sghignazzano ricordando i bei tempi
degli anni ’60, sono ben disegnati, con una menzione particolare per il
tatuato Brad, il fratellastro di Dawn, che, per contrasto, è un
provetto bestemmiatore che predilige pratiche erotiche non ortodosse,
dopo essere rimasto traumatizzato da bambino dalla mordace sorellastra.
Purtroppo in seguito “Denti” si dimostra indeciso tra la satira di
costume e un qualunque film dei Farrelly in versione horror-trash,
anche se dotato di maggiore intelligenza e con uno sguardo non banale
su un personaggio femminile decisamente “borderline”.
Il regista diluisce il sarcasmo iniziale, non sa bene dove focalizzare
l’attenzione e si perde per strada, indugiando in qualche momento gore
non troppo originale che farà incrociare le gambe a tutti gli
spettatori di sesso maschile.
Se Lichtenstein, che del resto è più o meno un esordiente, manca
dell’esperienza necessaria per garantire al film una maggiore coerenza,
non si può dire lo stesso degli attori protagonisti, un ottimo John
Hensley (prossimamente nel remake di “Shutter”) nel ruolo di Brad, e la
bravissima, disarmante Jess Weixler, la quale ha vinto un meritato
premio come migliore attrice al Sundance, che è riuscita a rendere
perfettamente un personaggio tutt’altro che facile senza scadere nella
caricatura: la sua interpretazione è già un buon motivo per vedere
“Denti”.
Ai pavidi che soffrano di angosce di castrazione, ricordiamo la frase
di apertura (No men were harmed during the making of this film) e
l’imperdibile frase di lancio (Ogni rosa ha le sue spine), mentre
consigliamo ai cultori del trash di abbinarne la visione a quella di
due pietre miliari del genere: il nipponico “Killer Pussy” e il “Killer
Condom” della gloriosa Troma.




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