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Serie A - Cuore Reggina e Bologna al tappeto

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Serie A - Cuore Reggina e Bologna al tappeto

Messaggio Da TOMMY's il Sab Mag 02, 2009 10:10 pm

Brienza e Barreto firmano il 2-1 amaranto a Bologna: la Reggina aggancia il Lecce e si ripropone come reale protagonista della corsa salvezza, uno sprint in cui dovrà soffrire anche questo deludente Bologna


Non un grandissimo calcio, ma tensione, fischi, emozioni... Bologna-Reggina ha il sapore del vero spareggio per la salvezza, con i calabresi che alla fine ottengono 3 punti pesantissimi inguaiando non poco gli avversari e raggiungendo (almeno per qualche ora) il Lecce al penultimo posto.

Reduce dal successo sul Genoa, Papadopulo conferma Adailton come spalla di Di Vaio e in avvio è proprio il Bologna a fsri preferire, anche se il possesso rossoblu è sterile e le poche conclusioni non impensieriscono Puggioni.

Di Vaio non riesce a colpire di testa al 38' e qualche attimo dopo ecco la prima sorpresa di giornata, con Barreto che pesca Brienza sul filo del fuorigioco, per il sinistro del vantaggio amaranto (40').

Pochi secondi dopo il calcio d'inizio della ripresa, ecco un'altra doccia fredda per i tifosi di casa: palla vagante al limite e sassata di controbalzo di Edgar Barreto che fa 2-0 infilando la sfera sotto la traversa e confermando quanto di buono si dice sulle sue qualità balistiche.

Sotto di due reti, Papadopulo butta nella mischia Osvaldo e Coelho, due cambi che rivitalizzano i rossoblu: l'ex viola prima sfiora il gol con l'esterno destro e poi centra l'incrocio dei pali di testa, mentre il secondo legno bolognese porta la firma dell'esterno brasiliano che colpisxce la traversa con un cross svirgolato.

Il finale è ovviamente emozionante: Brienza spreca due occasioni colossali per il tris che chiuderebbe in conti e puntuale all'87' il gol arriva dall'altra parte, con Moras che risolve di destro un mischione su calcio d'angolo. I 5 minuti di recupero, però, non esaltano un Bologna arruffone e così al triplice fischio di Rocchi è la Reggina ed esultare: sognare è bello, ma una speranza razionale è molto di più!


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Re: Serie A - Cuore Reggina e Bologna al tappeto

Messaggio Da TOMMY's il Dom Mag 03, 2009 11:13 am

Serie A - E sul più brutto Ibra zittisce tutti

Un'Inter a due facce ottiene i tre punti contro la Lazio, in un match che, tra i ricordi di un maggio di qualche anno fa, e difficoltà odierne, presentava molte insidie. 2-0 il finale, con gol e assist di Ibrahimovic, che zittisce con gesti plateali il pubblico che l'aveva fischiato


Ci sono partite che si possono raccontare soffermandosi su due soli minuti.

E' il 56esimo di Inter-Lazio: Ibrahimovic tenta di sfondare contro la difesa biancoceleste schierata, ma pasticcia col pallone. Non il primo errore in una partita che, per un'ora, ha visto lo svedese impacciato e a tratti, almeno apparentemente, svogliato. Come gli capita di tanto in tanto. La curva fischia e rumoreggia, Ibra non ci sta e si porta il dito alla bocca per zittirla.

Può bastare? No, se sei un campione rispondi con i piedi, non con le mani. E allora un minuto dopo, su un'azione analoga, Zlatan decide di ribadire che se l'Inter vincerà questo scudetto, sarà merito di tutti, ma di qualcuno un po' di più: prende palla e punta il povero Rozenhal, che si spaventa e gli lascia il metro fatale. Rientro verso il centro, e bolide imprendibile che per poco non sfonda la rete. L'esualtanza, rivolta ancora alla Curva Nord, non è da gentleman, e nei prossimi giorni toccherà ritornarci sopra, perchè quei gesti di insofferenza aprono ovviamente scenari inquietanti, per i tifosi dell'Inter, sul futuro del 27enne di Malmoe.

Viene così spaccata in due una partita che, fino a quel momento, aveva visto in campo l'Inter lenta, prevedibile e bloccata già vista a Napoli, e in diverse altre partite di quest'ultimo periodo. Un'Inter che prova nei primissimi minuti a forzare i tempi, ma che viene ben presto ingabbiata da una buona Lazio, che corre di più, pressa bene, e fa girare ancora meglio la palla con Matuzalem, Ledesma e Del Nero, per poi affidarsi dalla tre quarti alle accelerazioni di Zarate e ai bei movimenti di Rocchi. Gli uomini di Delio Rossi non creano clamorose palle gol, anche perché Zarate come suo solito personalizza troppo spesso l'azione, ma tirano decisamente più spesso in porta. Dall'altra parte, i laterali di difesa spingono poco (Chivu) o male (Santon), Figo sembra in serata ma diventa presto prevedibile, anche perché dall'altra parte Mancini spreca un'altra occasione per dimostrarsi un acquisto azzeccato. Il primo tempo nerazzurro è quindi il solito stillicidio di lanci lunghi per la torre svedese isolata là davanti, che fatica però tremendamente a metter giù palla e puntare l'area. Pochissime quindi le emozioni di 45 minuit che finiscono con i primi fischi di San Siro.

La ripresa inizia con la novità di Cambiasso avanzato alle spalle di Ibra, mentre Muntari arretra, e con i nerazzurri che almeno provano ad aggredire la partita. Dopo 10 minuti però Mourinho cambia tutto: fuori Santon e Mancini, dentro Crespo e Vieira, con Zanetti che arretra, e Muntari che si allarga a sinistra per un 4-4-2 puro.

Subito dopo, i due minuti che cambiano tutto: la storia di questa partita, quella del finale di campionato (perché i fantasmi, dopo quei primi 56 minuti, cominciavano davvero a materializzarsi su San Siro), e forse quella del futuro di Ibrahimovic. Che l'anno prossimo magari se ne andrà, ma per ora è ancora qui e, quando gira, è devastante: come al 70esimo, quando prende palla sulla metà campo, fugge verso l'area, attitra su di sé tutta la difesa e la taglia in due con un tocco geniale per Muntari, che col piattone in corsa trafigge Muslera.

Due perle che, ovviamente, ribaltano in due San Siro, ma non tranquilizzano Ibracadabra, che trova ancora la forza per litigare con Ledesma e farsi ammonire: un giallo pesante, che gli costerà la squalifica. E forse, il futuro che preoccupa di più Mourinho è proprio questo: perché magari nella prossima stagione l'Inter potrà anche fare a meno del suo genio, ma oggi come oggi senza di lui è dura. Anche con 7 (o 10) punti di vantaggio, e anche contro il Chievo.


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Re: Serie A - Cuore Reggina e Bologna al tappeto

Messaggio Da TOMMY's il Dom Mag 03, 2009 7:05 pm

Serie A - Il Pippo-Milan vola, Juve ripresa al 93'

I rossoneri tornano a -7 vincendo a Catania, mentre continua il periodo nero della Juventus: 2-2 in casa contro il Lecce. La Fiorentina continua la sua marcia verso la Champions battendo il Torino, con la Roma che invece stecca ancora: 0-0 con il Chievo


Il Milan torna a -7 dall'Inter capolista superando il Catania al Massimino 2-0 e mettendo in mostra anche un ottimo gioco grazie alla progressiva crescita fisica di Kakà: un gol e un assist per il brasiliano, mentre tanto per cambiare era stato Pippo Inzaghi ad aprire le marcature rossonere.

Se il Diavolo continua nella sua rincorsa speranzosa ai cugini nerazzurri, la Juventus da parte sua non riesce ad uscire dal suo personalissimo tunnel d'aprile. La Vecchia Signora non vince dallo scorso 21 marzo (4-1 a Roma) e in casa contro il Lecce palesa delle chiare difficoltà difensive: una doppietta di Nedved nella ripresa sembrava annullare il primo vantaggio ospite di Konan, ma al 93' il colpo di testa di Castillo vale il 2-2. Ossigeno puro per il Lecce, profumo d'esonero per Ranieri.

In ottica salvezza, infatti, il punto conquistato in extremis da De Canio porta i salentini a -2 dal Torino quart'ultimo, battuto al Franchi dalla Fiorentina dell'inatteso "uomo-Champions" Juan Manuel Vargas, nuovamente decisivo dopo il gol realizzato contro la Roma.

Già, la Roma, che ormai sfiduciata non va oltre lo 0-0 casalingo contro il Chievo, subisce la contestazione della Sud e rischia ora di perdere anche il posto in Coppa Uefa, con il Palermo a una sola lunghezza dai giallorossi grazie al fantastico 5-1 rifilato al Cagliari, con Miccoli assoluto protagonista.

Chiudiamo quindi con il 3-0 secco dell'Udinese sull'Atalanta, con Quagliarella (doppietta) che vince la sfida a distanza con Floccari, mentre il Napoli non riesce a dar seguito al successo sull'Inter e crolla a Siena: 2-1 toscano firmato da Kharja e Maccarone.


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Re: Serie A - Cuore Reggina e Bologna al tappeto

Messaggio Da TOMMY's il Lun Mag 04, 2009 11:40 am

Serie A - E' Milito l'Imperatore di Genova!



Tre gol dell'argentino decidono il
secondo derby della Lanterna: finisce 3-1 al termine di una partita
emozionante, nervosa, tesa e spasmodica come solo la stracittadina di
Genova sa essere. Tre espulsi, quattro gol, una raffica di ammoniti e
tante occasioni al termine di un match aspro



E' il derby più bello d'Italia? Forse no, non può
esserlo tecnicamente una partita nella quale ognuna delle due squadre
si gioca il rispetto e gran parte della sua credibilità stagionale di
fronte ai propri tifosi.
Ma sicuramente il derby di Genova è il più sentito,
il più angosciato e "vissuto" tra tutte le stracittadine italiane.
Nessun'altra partita italiana viene assaporata così. E questo derby
numero 100 non ha smentito una tradizione incredibile fatta di
emozionim tensioni e coronarie impazzite. Rivelandosi però anche una
bella partita, e non solo intensa: sicuramente superiore per gioco e
occasioni rispetto alle ultime che si erano viste a Marassi.
Il
Genoa non può accontentarsi della vittoria nella gara d'andata: il
sogno rappresentato dalla Champions League è possibile, ma occorre
vincere.
La Samp parte meglio: spreca due palle gol
clamorose con Pazzini e Cassano, controllato più con le cattive che con
le buone dai difensori del Genoa che, dal canto suo, fatica a prendere
il controllo del centrocampo. Ma non lesina azioni. E tambureggia con
una serie di piazzati concessi troppo generosamente dagli avversari
nella difesa avversaria. Dopo una gran palla gol capitata a Palladino e
salvata da Castellazzi in angolo, il Genoa passa. La difesa della Samp
dorme sia sull'angolo di Juric che sull'appoggiod i Biava sul quale Milito si infila come un fulmine per toccare in rete da due passi.
Il Genoa spreca l'occasione del raddoppio in almeno tre occasioni, e
continua a martellare Cassano accumulando falli e cartellini. Ma
nell'unica palla che il talento di Bari ha a disposizione, diventa
decisivo: lancio sul filo (e forse anche un po' più in là) del fuorigioco per Campagnaro che insacca tre minuti oltre il 45esimo.
Si
va al riposo con il grifone che ha un diavolo per piuma e la Samp che
continua a dimostrarsi affannata nel suo gioco, ma sempre
pericolosissima ogni volta che la palla capita dalle parti di Cassano o
Pazzini, che per altro non riescono né a cercarsi, né tantomeno a
trovarsi, con la consueta frequenza.
Gasperini e Mazzarri
cominciano a giocare un po' a rimpiattino, il secondo, e un po' a
scacchi, il primo: la condizione della Samp scende nel secondo tempo
mentre il Genoa mantiene un livello di attenzione e di agonismo molto
alto. Quando la stanchezza comincia a fare capolino, sull'ennesimo
pallone sporco, e anche qui un po' al di là della linea del fuorigioco,
Milito si infila nel corridoio sinistro dell'area e insacca.
Partita
sempre più nervosa, ai limiti dell'isterismo. Si sfiora la rissa a ogni
intervento: ma la Samp non me ha più e si tuffa in avanti solo con
l'estro di Cassano, punto finalmente sul vivo non solo dai tacchetti
avversari, ma con troppe energie nervose. E pochissime fisiche e
mentali. E quando il Genoa offre palla a Milito sono dolori. Ferrari
finisce prima del tempo negli spogliatoi, imitato di lì a poco da
Campagnaro e Thiago Motta: e un Genoa in nove, su un contropiede impressionante orchestrato da Palladino, trova il terzo gol ancora con il principe Milito.
Altre
risse, altri tentativi disperati della Sampdoria ma in un derby di
emozioni forti che diventa uno spot pubblicitario per il carattere di
questa città e per le sue due squadre, finisce come forse doveva
finire. Con undici ammoniti, tre espulsi e quattro gol tre dei quali
segnati da Milito che nel conto aperto con la Samp vanta anche il
centro decisivo del derby d'andata. Da anni il Genoa non viveva una stagione così:
con la Samp anni luce lontana, ma più in basso, e due derby vinti. Ai
tifosi del Genoa basterebbe anche solo questo, senza considerare la
corsa alla Champions, per eliminare parte del fiele inghiottito negli
ultimi anni.
Genoa in Paradiso, e Samp che aspetta la finale di Coppa Italia per staccare il suo biglietto europeo.
Ma dall'altra parte del Bisagno un principe, incoronato imperatore di
diritto sotto il trono della nord, si gode il suo momento d'oro.
Abdicherà al prossimo calciomercato? Uno sguardo ai suoi occhi lucidi
sotto la Nord, alla corsa di Preziosi verso la gradinata e due conti
(la Champions garantirebbe al Genoa almeno trenta milioni di euro),
suggeriscono che prima di dare per scontata la transazione, è il caso
di attendere.


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