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Serie A - Juve in panne, Roma di rigore

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Serie A - Juve in panne, Roma di rigore

Messaggio Da TOMMY's il Dom Apr 05, 2009 8:02 pm

Il Chievo ferma la Juventus all'Olimpico con tripletta di Pellissier. La Roma ritrova Totti, supera il Bologna e, con Genoa e Fiorentina, tiene viva la corsa al quarto posto


Sergio Pellissier, la variabile impazzita che decide il campionato? Una tripletta dell'attaccante gialloblu lancia il Chievo verso un rocambolesco pareggio all'Olimpico di Torino, un 3-3 che ferma la rincorsa della Juve spianando la strada all'Inter per la possibile archiviazione del titolo con una vittoria sull'Udinese nell'appuntamento delle 19.00 di questo intensissimo CalcioDay. E se la battaglia per lo scudetto rischia seriamente di andare incontro a una anticipata chiusura, resta invece apertissima la lotta per il quarto posto e la zona Champions: vincono Genoa, Fiorentina e Roma, con il Grifone che mantiene due lunghezze di margine sui viola e 5 sulla formazione di Spalletti.

La speranza della Fiorentina, che apre il CalcioDay passando in extremis (e in rimonta) all'Azzurri d'Italia per 2-1 con Jovetic e Gilardino, resta accesa fino al 77', quando Thiago Motta pugnala a morte la Reggina costringendola a restare ancora sul fondo della classifica, a 6 punti di distanza dalla zona salvezza.

La Roma passa invece all'Olimpico ritrovando in Francesco Totti il proprio trascinatore: il Pupone, al suo rientro, stende il Bologna trasformando due rigori, gioca una partita di qualità e restituisce fiducia all'ambiente giallorosso in vista del delicatissimo impegno della prossima settimana, quando la formazione di Spalletti affronterà la Lazio nel derby. Opaco, invece, Di Vaio nel Bologna, una prestazione che rispecchia quella della squadra, costretta a subire per lunghi tratti la superiorità dei padroni di casa.

Subito dietro le grandi, prosegue indomita la marcia del Cagliari, con Matri che, subentrando dalla panchina, ferma il Catania di Zenga, subito ridimensionato dopo il successo sulla Lazio precedente alla pausa per le Nazionali. Gara disputata in un clima surreale, senza la curva rossoblu: i supporter cagliaritani abbandonano lo stadio in seguito a 40 arresti effettuati dalla polizia per disordini avvenuti nel pre-partita.

Al Barbera matura la quarta sconfitta consecutiva per il Torino, che cade sotto i colpi del Palermo e di Cavani: molto timorosa e remissiva la formazione di Camolese, che si vede sempre più impantanata in zona retrocessione.

Il Siena sembra invece aver messo una seria ipoteca sulla salvezza grazie al 2-0 sulla Lazio firmato da Calaiò e Maccarone, un risultato che costringe la formazione di Delio Rossi ad abbandonare le ultime velleità per la conquista di un posto in Europa nella prossima stagione.

Pareggio (il terzo consecutivo del Napoli sotto la nuova gestione Donadoni) ricco di emozioni, infine, a Marassi: la Sampdoria passa per due volte in vantaggio con Palombo, esiziale su punizione e ispiratissimo dopo la convocazione in Nazionale, ma i partenopei rispondono prima con Zalayeta e si salvano in extremis con il redivivo Denis, tornato al gol dopo un lungo periodo di astinenza.


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Re: Serie A - Juve in panne, Roma di rigore

Messaggio Da TOMMY's il Lun Apr 06, 2009 2:12 pm

Serie A - Si ferma Julio Cesar, non l'Inter: Juve a -9

Sul campo di un'Udinese in piena emergenza, l'Inter approfitta in pieno del passo falso della Juve, vincendo con un autogol di Isla, dopo aver sofferto nel primo tempo la maggior vivacità dei bianconeri. Mourinho rischia però di perdere, dopo Maicon, anche Julio Cesar, uscito a mezz'ora dalla fine

Game Over. Senza iniziare la solita manfrina ''campionato chiuso-campionato riaperto'', l'impressione è che la 30esima giornata di Serie A abbia consegnato all'Inter il 17esimo scudetto. In un turno sulla carta favorevole alla Juventus, la squadra di Mourinho trova la forza di allungare a + 9, approfittando del brutto passo falso dei bianconeri, e andando a espugnare il difficile campo di Udine. Una vittoria rocambolesca, propiziata da un clamoroso autogol di Isla, che conferma ancora una volta la legge degli ultimi anni: all'Inter, in campionato, gira tutto bene , anche quando la squadra, come oggi, soffre e gioca partite incolori. Sarà che la fortuna aiuta gli audaci, sarà che quella fortuna viene poi pagata in Europa, dove la dea bendata invece assiste raramente la Beneamata... fatto sta che se una squadra già forte trova spesso e volentieri episodi favorevoli, per le altre la vita diventa davvero durissima.

Poche sorprese nelle formazioni in campo. Mourinho riempie il vuoto lasciato da Maicon spostando Santon a destra, in teoria il suo ruolo naturale, e recuperando il ribelle Maxwell a sinistra. Davanti, la scomparsa di Adriano toglie ogni dubbio sul partner da affiancare a Ibra. Marino da parte sua ha pochissime scelte, con un tridente obbligato visto l'infortunio di Di Natale e la squalifica di Sanchez, e una difesa con gli uomini contati. Il primo tempo vede un'Udinese subito aggressiva che toglie spazio e fiato al centrocampo dell'Inter, riuscendo a pressare bene e a ripartire in velocità. Molto brillante soprattutto Asamoah, che corre, contrasta e costruisce bene. Al 34esimo, proprio una perfetta palla in profondità del ghanese lancia Quagliarella che si invola verso l'area. Julio Cesar esce basso e l'attaccante della Nazionale vola a terra, reclamando a gran voce un rigore che a velocità normale sembra esserci. Il replay insinua più di un dubbio sul fatto che il numero 27 dell'Udinese si lasci in realtà cadere... Il commento più oggettivo, tanto per cambiare, è che quello dell'arbitro è davvero un lavoro difficile.

I firulani dominano a tratti, contro un'Inter molto statica e poco reattiva, che conclude pericolosamente solo una volta, con Muntari. Nemmeno Julio Cesar corre grossi pericoli, perché gli uomini di Marino si perdono un po' negli ultimi 20 metri, affidandosi prevalentemente a conclusioni dalla distanza.

La ripresa continua su questa falsargia, con i padroni di casa che alternano soluzioni da lontano (bella la botta di Inler al 54', a lato di un soffio), e ripartenze profonde, come al 51' quando Pepe pesca in velocità il solito Quaglierella, fermato dall'immancabile miracoloso recupero di Cordoba.

L'Inter però inizia a controllare meglio il centrocampo, con il solito Cambiasso ben assistito in copertura da Muntari. Al 64esimo Ibra e compagni costruiscono la prima azione davvero bella, con Balotelli che apre bene per lo svedese sulla destra, palla bassa di prima in mezzo per Stankovic che ci arriva con la punta, ma non trova la porta. Due minuti dopo doppio cambio per Mourinho, che toglie in un colpo un innocuo SuperMario e un Santon stranamente a disagio sulla sua fascia preferita, per affidarsi all'esperienza di Vieira e Figo. Il terzo cambio arriva poco dopo, quando Julio Cesar, su una semplice uscita, si blocca toccandosi l'interno coscia ed è costretto a lasciare il posto a Toldo. Gran brutta notizia per tutti i tifodi nerazzurri, che 5 minuti dopo però esplodono di gioia per il rocambolesco episodio che, forse, vuol dire Scudetto.

Ibra riceve al limite, temporeggia per un attimo giochicchiando col pallone e attirando su di sé gli avversari, prima di premiare con un fulmineo destro-sinistro il taglio di Vieira. Il francese incespica goffamente, forse anche toccato da dietro, ma sull'uscita di Belardi la palla carambola sul piede di Isla che di piatto infila la propria porta.

L'Udinese si demoralizza, e forse inizia anche a pensare all'impegno in Uefa di giovedì, e l'Inter controlla senza particolari affanni almeno fino ai minuti finali, quando Pepe e compagni tentano un ultimo forcing che porta a un paio di angoli, e a un'ottima occasione sprecata di testa da Obodo. Finisce 1-0 per la capolista, che almeno per una sera avrà ottimi motivi per sorridere, anche se l'infortunio di Julio Cesar, unito a quello di Maicon, e l'inquietante vicenda Adriano confermano l'altra legge sempre valida: all'Inter, anche quando tutto va bene, c'è sempre qualcosa che rovina la festa.


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Re: Serie A - Juve in panne, Roma di rigore

Messaggio Da TOMMY's il Lun Apr 06, 2009 2:13 pm

Serie A - Cuore Milan: Dinho e Inzaghi nel finale

ue gol nei minuti di recupero consentono ai rossoneri di piegare il Lecce a San Siro. Grazie a questi tre punti, la formazione di Ancelotti consolida il terzo posto in classifica

Sono arrivati i tre punti, ma la vittoria contro il Lecce ottenuta soltanto nel recupero rappresenta un campanello d'allarme che deve essere ascoltato. Quando Galliani dice "Non investiremo sul mercato, perchè non possiamo permettercelo" sbaglia; il Milan, in quanto società, ha l'obbligo di intervenire. Perchè contro il Lecce si sono visti tutti i limiti di una squadra troppo avanti con l'età e nella quale a correre sono rimasti davvero in pochi.

Uno su tutti: Pato. Da lui bisogna ripartire. Il "papero" ci prova in tutti i modi, a volte è sicuramente troppo egoista, ma le migliori azioni del Milan sono arrivate grazie alle sue accelerazioni, alle sue grandi giocate. Benussi è stato bravo in qualche circostanza, ma è il Milan che è stato incapace di colpire. Le conclusioni di Flamini sono parse timidi passaggi, mentre le scorribande cui ci aveva abituato Kakà (che evidentemente non sta ancora bene, nonostante quello che cice il Brasile), un impolverato ricordo.

La verità è che a correre rimasti davvero in pochi. Flamini gira a vuoto, Pirlo è in parabola discendente da ormai qualche mese a questa parte, Seedorf è fischiato dal pubblico di San Siro che ormai non lo può più vedere; se poi si riflette su una difesa, quella titolare di oggi, che si regge sulle 37 primavere di Favalli e sulle oltre 40 di Maldini, le difficoltà del Milan sono presto spiegate. Serve una rivoluzione copernicana, caro Galliani, altro che "non spenderemo". Perchè non si può sempre sperare che Ronaldinho, che tra parentesi ogni volta che entra in campo fa i solchi nella zona che va a occupare da quanto è fermo, sfiori con i capelli un colpo di testa di Senderos e che Pippo Inzaghi (che in rossonero venga presto santificato!) continui a segnare per tutta la vita. Capitolo a parte merita poi Shevchenko: uno che ha fatto la storia del Milan e che finora è stato impegnato con il contagocce. Non ha mai detto niente, ma ogni volta che è stato chiamato in causa ha sempre dato il suo contributo. E' anche tornato al gol con la sua Nazionale, contro il Lecce ha fatto l'assist per Inzaghi: forse merita qualche possibilità in più...

Per dovere di cronaca va ricordato che il Milan, grazie ai tre punti ottenuti con i denti nel finale di partita contro un Lecce che si è difeso con ordine per 90' sfiorando addirittura un clamoroso vantaggio con Tiribocchi, conferma di essere la terza forza del campionato alle spalle di Inter e Juventus. La Champions League è l'obiettivo minimo per una squadra che ha l'obbligo, soprattutto verso i propri tifosi, di un immediato quanto radicale cambiamento.


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